Questa settimana l’Italia è stata coinvolta in una campagna di vaste dimensioni che ha distribuito numerose minacce finalizzate allo spionaggio, tra cui il Remote Administration Tool (RAT) noto come Adwind.

Giornate calde anche per la Russia: la piattaforma di messaggistica Telegram è stata messa al bando su tutto il territorio nazionale, dopo che il suo fondatore si è rifiutato di fornire le chiavi di cifratura dei messaggi ai servizi di intelligence.

Di contro, USA e Regno Unito hanno accusato gruppi sponsorizzati dal Governo di Mosca di aver condotto campagne di spionaggio, furto di proprietà intellettuale, infiltrazione di reti, compromettendo i protocolli Telnet, TFTP, SNMP e SMI.

Oggi, infine, la PM britannica Theresa May ha lanciato l’allarme in merito al considerevole incremento delle attività di disinformazione condotte su Twitter da alcuni account troll russi. Nel Medio Oriente, invece, sono stati diffusi i dettagli di due campagne APT che, pur sfruttando tecniche d’attacco simili, hanno preso di mira obiettivi opposti. La prima, attiva da almeno due anni e mirata contro ufficiali delle Forze Armate di Israele, ha sfruttato Facebook per distribuire applicazioni malevole per Android; l’altra, firmata da APT-C-23, ha targettizzato il gruppo paramilitare palestinese Fatah con un’applicazione Android che nascondeva un nuovo tool chiamato Desert Scorpion.

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Le immagini presenti nei post sono dettagli di antiche incisioni giapponesi che raffigurano samurai alle prese con demoni e creature mitologiche. Alcuni approfondimenti: Watanabe no Tsuna, Utagawa Kunioshi